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Aprire la partita IVA

Vuoi metterti in proprio e ti chiedi da dove cominciare. La strada dipende da cosa farai: lavorare da solo come professionista, aprire un negozio o un laboratorio, oppure fondare una società.

Quale strada fa per te

  • Lavori da solo e vendi il tuo lavoro: consulente, grafico, insegnante, traduttore. Apri la partita IVA con l’Agenzia delle Entrate, da solo online o con un aiuto.
  • Apri un’attività con un negozio, un laboratorio o un mestiere artigiano. Fai una sola pratica alla Camera di Commercio, che avvisa anche gli altri uffici.
  • Fondi una società, per esempio una Srl. Prima si va dal notaio, poi si fa la pratica alla Camera di Commercio.

Hai un dubbio su quale sia il tuo caso? Chiedilo a un commercialista o a un CAF prima di iniziare: la scelta cambia le pratiche e i contributi.

Se lavori da solo come professionista

Compili la domanda di apertura dell’Agenzia delle Entrate e la presenti entro 30 giorni dal giorno in cui inizi a lavorare. Aprire la partita IVA non costa nulla.

  1. Entri nella tua area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS.
  2. Compili la domanda con il programma gratuito dell’Agenzia: i tuoi dati, il codice della tua attività e il regime fiscale.
  3. La invii dalla tua area riservata. L’Agenzia ti attribuisce il numero di partita IVA, che resta lo stesso finché lavori.

Se preferisci, la domanda la prepara e la invia per te un commercialista o un CAF. Puoi anche mandarla per PEC o portarla di persona a un ufficio dell’Agenzia, su appuntamento.

Per la pensione: se la tua professione non ha una cassa propria, ti iscrivi alla Gestione separata dell’INPS.

Se apri un negozio, un laboratorio o un’attività artigiana

Qui la partita IVA non si chiede all’Agenzia: fai una sola pratica online al Registro delle imprese della Camera di Commercio, la Comunicazione Unica. Con quella pratica:

  • ricevi la partita IVA;
  • entri nel Registro delle imprese e, se sei artigiano, nell’Albo delle imprese artigiane;
  • ti iscrivi all’INPS per i contributi e all’INAIL per l’assicurazione;
  • se la tua attività lo richiede, mandi anche la segnalazione di inizio attività al Comune.

Prima di cominciare ti servono due cose: una casella PEC, che diventa l’indirizzo ufficiale della tua impresa, e una firma digitale, per firmare la pratica. Puoi fare tutto da solo o affidarti a un commercialista o a un’associazione di categoria.

Per artigiani e commercianti i contributi INPS hanno una parte fissa, da pagare anche se guadagni poco: oltre 4.400 euro l’anno. Nel regime forfettario puoi chiedere di pagarne il 35% in meno.

Se fondi una società

I soci firmano l’atto costitutivo e lo statuto. Per una Srl l’atto si fa dal notaio. Poi si fa la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio, come per un negozio: partita IVA, Registro delle imprese, INPS e INAIL in una sola pratica.

Anche la società ha bisogno di una casella PEC e della firma digitale di chi la rappresenta. Spesso il notaio o il commercialista seguono tutta la pratica.

Il codice della tua attività

Nella domanda indichi il codice dell’attività che svolgi di più, preso dalla classificazione delle attività economiche in vigore (i codici ATECO, nella versione 2025). Scegli il codice che descrive davvero quello che fai: se hai dubbi, il commercialista o il CAF ti aiutano a trovarlo.

Nel regime forfettario il codice conta anche per le imposte: da lui dipende la parte dei ricavi su cui le calcoli.

Il regime forfettario

Se inizi da solo, con ricavi entro 85.000 euro l’anno, puoi scegliere il regime forfettario: niente IVA sulle fatture e un’imposta più semplice. Lo scegli nella domanda di apertura, con una casella apposita.

Le fatture del forfettario hanno regole proprie: una frase al posto dell’IVA e, a volte, il bollo da 2 euro. Fattura elettronica per forfettari

Quanto costa, più o meno

  • La partita IVA dell’Agenzia delle Entrate: niente.
  • Una casella PEC: da pochi euro a qualche decina di euro l’anno, secondo il gestore.
  • La firma digitale: ha un costo, che dipende da chi te la rilascia.
  • La pratica alla Camera di Commercio: i diritti di segreteria e il bollo all’iscrizione, poi ogni anno il diritto annuale. Le cifre esatte sono sul sito della tua Camera di Commercio.
  • Per una società, l’onorario del notaio. Se ti affidi a un commercialista o a un CAF, il suo compenso.

Dal primo giorno, con Contiquadri

Hai la partita IVA? La prima fattura la fai in due minuti. Ti iscrivi con il nome dell’attività e la tua email, senza carta di pagamento; se sei nel forfettario, la frase senza IVA e il bollo li mettiamo noi. Come fare la prima fattura elettronica

  • Ricevere le fatture dei fornitori è gratis.
In arrivo
La tua PEC in un solo posto, accanto alle fatture, con un avviso subito se arriva una lettera importante dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS; e la casella PEC aperta direttamente da Contiquadri.

Paghi solo le fatture che invii: 1 € l’una per le prime 10 del mese, 0,40 € fino alla 100ª, 0,15 € oltre. Ricevere è gratis. Non c’è canone e non c’è un piano da scegliere.

Note

  1. Agenzia delle Entrate, «Richiesta apertura, variazione e chiusura Partita Iva (Persone fisiche) – modello AA9/12»: «Che cos’è», «Come aprire una Partita Iva», «Software di compilazione» e le istruzioni del modello (letti il 2 ottobre 2026).
  2. Registro Imprese: «Comunicazione Unica d’Impresa», «Prerequisiti», «Impresa individuale» e «Società di persone e di capitale» (letti il 2 ottobre 2026). Codice civile, art. 2463 (costituzione della Srl).
  3. INPS, circolare n. 38 del 7 febbraio 2025 (contributi di artigiani e commercianti); legge 190/2014, art. 1, commi 54 e 77-84 (regime forfettario e riduzione dei contributi).

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